La sera dell’11 gennaio 1693 un terremoto di magnitudo stimata 7.4 rase al suolo l’intera Sicilia sud-orientale. Morirono circa sessantamila persone e decine di centri smisero di esistere. Quello che accadde dopo e’ la ragione per cui oggi si viaggia da queste parti: invece di rattoppare le rovine, aristocrazia e clero ricostruirono dal nulla, in un unico stile, in un unico momento di enorme fiducia. Il risultato e’ il Val di Noto, otto citta’ dichiarate patrimonio dell’umanita’ UNESCO nel 2002 e il paesaggio barocco piu’ coerente d’Europa.
Noto: la citta’ progettata sulla carta
La Noto antica fu abbandonata del tutto; la nuova fu tracciata da zero su un pendio a otto chilometri di distanza, a scacchiera, con la via principale orientata perche’ il sole illuminasse le facciate delle chiese nel corso della giornata. E’ la cosa piu’ vicina a un manifesto architettonico che la Sicilia possieda.
Salendo per corso Vittorio Emanuele si incontrano tre chiese su tre terrazze in ascesa. La cattedrale di San Nicolo’ e’ il fulcro, e insieme una lezione di fragilita’: la cupola crollo’ nel 1996 portandosi via gran parte della navata, e l’edificio riapri’ solo nel 2007 dopo un cantiere diventato un caso di studio nel restauro. Poco fuori dal corso, Palazzo Nicolaci ha i balconi che tutti fotografano: mensole scolpite a leoni, cavalli, sirene e volti grotteschi, ognuna diversa dall’altra.
La pietra locale e’ un calcare tenero che nel tardo pomeriggio diventa color miele. Se a Noto puoi scegliere l’ora, scegli quella.
Modica: il cioccolato e una scalinata
Modica e’ incastrata in una vallata, divisa tra Modica Alta e Modica Bassa e cucita da scalinate che puniscono le gambe e ripagano gli occhi. Il Duomo di San Giorgio si alza sopra un ventaglio di duecentocinquanta gradini: una facciata che sembra pensata per essere avvicinata lentamente, il che va benissimo, perche’ non c’e’ altro modo.
L’altro motivo per fermarsi e’ il cioccolato. Quello di Modica si lavora a freddo, senza concaggio, con un metodo arrivato con gli spagnoli dal mondo azteco e mai modernizzato. Lo zucchero resta in granelli, quindi scrocchia sotto i denti, e il gusto e’ piu’ vicino al cacao crudo che a qualunque tavoletta da supermercato. Le versioni tradizionali sono alla cannella o al peperoncino. Costa poco e viaggia bene: e’ il souvenir piu’ sensato dell’isola.
Ragusa Ibla: la citta’ bassa
Anche Ragusa si ricostrui’ due volte: una citta’ nuova sull’altopiano e Ibla, il quartiere antico, rialzato sulla sua rocca originaria. Ibla e’ quella da percorrere a piedi. Le strade si avvolgono intorno al colle fino a una piazza che si apre all’improvviso davanti a un altro San Giorgio, questo di Rosario Gagliardi, con una facciata che si gonfia verso l’esterno su tre livelli come se respirasse. All’estremita’, il Giardino Ibleo si affaccia sulla valle: un piccolo giardino pubblico con palme, tre chiese e una vista che non costa nulla.
Scicli e i luoghi di Montalbano
Scicli e’ la meno visitata delle quattro e, per molti, la piu’ memorabile: una citta’ che sembra una scenografia, dove via Mormino Penna allinea palazzi e chiese in poche centinaia di metri, con la rupe e le sue case-grotta abbandonate che si alzano subito dietro.
E’ anche il cuore dell’itinerario di Montalbano. La Vigata inventata da Andrea Camilleri e’ stata girata tra queste citta’, e il municipio di Scicli ha fatto da commissariato: l’ufficio dove il commissario discute con il questore e’ una stanza vera, che si puo’ visitare. A Punta Secca, sulla costa a venti minuti, c’e’ la casetta con le persiane azzurre che interpreta la casa di Montalbano a Marinella, con la terrazza e i gradini verso la spiaggia esattamente come si vedono in televisione. Ragusa Ibla e Modica forniscono molte delle altre strade.
Non serve aver visto la serie per godersi il percorso, ma se l’hai vista il riconoscimento e’ continuo. Il nostro tour di Montalbano segue questi luoghi con il vantaggio pratico di un autista che sa quali sono aperti in quale giorno.
Si puo’ vedere tutto in un giorno?
Onestamente no, non davvero. Due delle quattro citta’ in una giornata sono comode e appaganti. Tre sono una corsa. Quattro significano fotografare invece di guardare.
Con un giorno solo, l’abbinamento migliore e’ Noto e Modica: le piu’ vicine tra loro, le piu’ diverse l’una dall’altra e facilmente combinabili con Siracusa lungo la strada, che e’ quello che fa la nostra gita a Siracusa e Ortigia con la metà greca della regione. Con due giorni, aggiungi Ragusa Ibla e Scicli e torna dalla litoranea.
Domande frequenti
Qual e’ il periodo migliore per le citta’ barocche?
Primavera e autunno. Sono citta’ interne di pietra e scalinate, e a luglio e agosto il caldo nelle vallate a mezzogiorno prosciuga davvero. A maggio l’Infiorata di Noto copre un’intera via di mosaici di petali.
Sono percorribili da tutti?
Noto e’ quasi tutta in piano dolce. Modica e Ragusa Ibla comportano scalinate serie e vicoli ripidi. Se la mobilita’ e’ un tema, imposta il giro sugli ingressi alti e sulle piazze, che restituiscono comunque le facciate.
Quale citta’ e’ la piu’ bella?
Noto ha il disegno piu’ compiuto, Ragusa Ibla l’atmosfera migliore, Modica la maggiore sorpresa, Scicli la vita piu’ autentica. Gli abitanti ne discuteranno volentieri finche’ glielo lascerai fare.
Serve prenotare qualcosa?
Le chiese sono in genere gratuite e con orari variabili; le stanze di Montalbano nel municipio di Scicli hanno aperture limitate e Punta Secca si affolla in estate. Un percorso guidato elimina il rischio di trovare una porta chiusa.
Organizzare il percorso
Il Val di Noto e’ a due ore d’auto da Catania e le citta’ distano tra i venti e i quaranta minuti l’una dall’altra, su strade piacevoli ma lente. Trovi tutte le opzioni e i punti di partenza tra le nostre escursioni in Sicilia.