La Valle dei Templi porta un nome sbagliato: non e’ una valle ma un crinale, una lunga dorsale di roccia sopra Agrigento dove i Greci di Akragas allinearono i templi verso il mare, perche’ le navi in arrivo dall’Africa vedessero la ricchezza della citta’ prima di entrare in porto. Era propaganda in pietra calcarea, e dopo duemilacinquecento anni funziona ancora.
Cosa si vede davvero
Il parco archeologico si estende per chilometri e si percorre in genere da un capo all’altro lungo l’antica Via Sacra. L’essenziale, nell’ordine in cui la maggior parte dei visitatori lo incontra:
- Tempio di Giunone, all’estremita’ orientale, appollaiato sul bordo del crinale con la migliore vista d’insieme lungo la fila dei templi.
- Tempio della Concordia, il motivo della fama del sito: uno dei templi greci meglio conservati al mondo, salvato perche’ nel VI secolo fu trasformato in basilica cristiana e quindi mantenuto invece di essere smontato come cava.
- Tempio di Eracle, il piu’ antico, con otto colonne rialzate negli anni Venti da un capitano inglese che finanzio’ l’intervento di tasca propria ed e’ sepolto qui accanto.
- Tempio di Zeus Olimpico, che sarebbe stato tra i piu’ grandi del mondo greco se fosse mai stato completato. Giace in rovina, con un colossale telamone di pietra steso sulla schiena tra i blocchi.
- Giardino della Kolymbethra, un agrumeto incassato in un antico bacino d’irrigazione, e l’unica ombra vera del crinale.
L’ora conta piu’ di ogni altra cosa
E’ la cosa piu’ utile da sapere su Agrigento. Il crinale e’ quasi privo di ombra, la pietra rimanda il calore, e d’estate tra mezzogiorno e le quattro del pomeriggio la visita e’ una punizione piu’ che un piacere. Vacci all’apertura, oppure tardi.
Meglio ancora, valuta la sera. In estate il parco apre dopo il tramonto con i templi illuminati, e la Concordia sotto i fari contro un cielo nero e’ un’esperienza davvero diversa dallo stesso edificio a mezzogiorno. Se hai tempo per una sola visita, il tardo pomeriggio fino al tramonto regala insieme la luce che vogliono i fotografi e la temperatura che vogliono le gambe.
Note pratiche: ci sono due ingressi ai lati opposti del sito, una navetta tra loro e il rischio concreto di percorrere tutto il crinale e doverlo poi rifare a piedi al contrario. Decidi la direzione prima di comprare il biglietto. Porta piu’ acqua di quanta pensi di berne, e un cappello.
Scala dei Turchi: com’e’ la situazione oggi
Quaranta minuti a ovest, a Realmonte, una falesia di marna bianchissima scende al mare in curve morbide. E’ uno dei luoghi piu’ fotografati di Sicilia e uno dei piu’ fraintesi.
La posizione onesta e’ questa: la roccia e’ tenera, fragile e in erosione, e negli ultimi anni l’accesso ai terrazzi bianchi e’ stato ripetutamente limitato o chiuso del tutto, mentre tribunali, comune ed enti di tutela discutono di protezione e responsabilita’. Le regole sono cambiate piu’ volte e possono cambiare ancora. Qualunque articolo che ti dica con sicurezza di andare a camminarci sopra e’ superato.
Cio’ che resta senz’altro da fare e’ guardarla: dalle spiagge sui due lati, dalla strada costiera o dall’acqua. Il colore di quella marna contro il mare blu non ha bisogno che tu ci stia in piedi sopra. Chi conosce la costa ti porta ai punti panoramici legali e aperti quel giorno, che e’ esattamente il tipo di informazione difficile da verificare da casa.
Cosa aggiungere lungo la strada
Agrigento e’ lontana dalla costa orientale, quindi la giornata funziona meglio quando anche il viaggio porta qualcosa.
L’aggiunta piu’ ricca e’ la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, residenza di campagna del IV secolo sepolta da una frana e per questo conservata con circa tremilacinquecento metri quadrati di mosaici pavimentali: scene di caccia, mitologia e le celebri atlete spesso descritte come i costumi da bagno del mondo antico. E’ sito UNESCO e, mosaico per mosaico, tra i piu’ straordinari del Mediterraneo. La nostra gita ad Agrigento e Piazza Armerina unisce le due, e se preferisci templi e costa proponiamo Agrigento e Scala dei Turchi con pranzo.
L’altra opzione e’ Caltagirone, la citta’ della ceramica, la cui scalinata di centoquarantadue gradini e’ rivestita con una maiolica dipinta a mano diversa su ogni alzata. Insieme alla villa romana compone una giornata di artigianato e mosaico invece che di pietra greca: e’ la forma del nostro tour Caltagirone e Piazza Armerina.
Domande frequenti
Quanto tempo serve alla Valle dei Templi?
Due o tre ore per percorrere il crinale principale con passo ragionevole, di piu’ includendo il museo archeologico o il Giardino della Kolymbethra. In totale mezza giornata, tenendo conto di caldo e pause.
Si puo’ camminare sulla Scala dei Turchi?
L’accesso e’ stato limitato o chiuso in vari momenti negli ultimi anni per ragioni di tutela, e la situazione cambia. Consideralo un punto panoramico, verifica sul posto quel giorno e non dare per validi articoli o fotografie di qualche anno fa.
E’ adatta ai bambini?
Si’, con le solite avvertenze su caldo e distanze. I percorsi sono ampi e in gran parte dolci, ma il sito e’ lungo. Il passeggino si gestisce sul tracciato principale.
Vale il museo archeologico?
Se hai un minimo di curiosita’ su cosa contenessero i templi, si’. Il telamone ricostruito in piedi al coperto restituisce finalmente la scala del tempio di Zeus, che le rovine a terra non riescono a dare.
Organizzare la giornata
Da Catania e’ una giornata piena con parecchia strada all’andata e al ritorno, ed e’ il motivo per cui la maggior parte dei visitatori preferisce non guidare. Punti di partenza, orari e prezzi aggiornati di ogni versione sono elencati tra le nostre escursioni in Sicilia.